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Comune di Prato

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23/07/2004 14:53
Agenda -

Programma del sindaco /1. Il dibattito in Consiglio comunale

La discussione del programma di governo del sindaco, presentato dallo stesso Marco Romagnoli nella prima seduta del Consiglio comunale del 5 luglio scorso, è stata al centro della seconda riunione dell’assemblea municipale di ieri pomeriggio 22 luglio. Un lungo dibattito in aula ha infatti preceduto l’approvazione del documento a maggioranza: «Apprezziamo la scelta del sindaco di aprire i lavori del Consiglio discutendo delle scelte e dei progetti che questa giunta ha eletto come propri obiettivi – ha detto il capogruppo di Forza Italia Goffredo Borchi – Ma l’immagine rosea di Prato che si dà in questo piano strategico non corrisponde alla realtà, gravata da vari problemi: per questo lavoreremo per migliorare la città e la qualità della vita con più sicurezza sociale, argomento particolarmente trascurato dal centrosinistra, e più tutela dei diritti. Denunceremo gli sprechi dell’Amministrazione e ci impegneremo per vedere finalmente realizzate le grandi arterie di scorrimento del traffico. Non condividiamo poi la scelta del sindaco di affidarsi ad un pool di tecnici esterni per operare scelte amministrative che spetterebbero alla politica». «In questa città c’è stata in realtà una mancanza di governo negli ultimi 10 anni – ha aggiunto il capogruppo di An Filippo Bernocchi –. Le richieste presentate durante le elezioni dalle categorie economiche ai candidati erano le stesse del 1999 e del 1995. Segno che la città è blocata da 10 anni. Non faremo sconti nella nostra azione di opposizione a blocchi di potere che frenano la crescita di Prato da un decennio». Massimo Taiti, rappresentante del gruppo Nuovo Psi che dalla prossima seduta del Consiglio comunale (29 luglio) si chiamerà Taiti per Prato-Nuovo Psi, si è astenuto: «Parecchie delle scelte contenute nel pogramma di Romagnoli facevano parte anche del programma elettorale della mia lista, ma va verificato il concreto operare della giunta su temi cruciali come la multisala, il polo espositivo all’ex Banci e lo smaltimento dei rifiuti». «Il piano strategico è una sfida che si pone in continuità con l’Amministrazione precedente, che ha raggiunto grandi obiettivi migliorando molto la città sotto più aspetti – ha evidenziato Luca Roti (Margherita) –. Non partiamo da zero. Adesso una delle partite più importanti è relativa ai servizi pubblici locali, in cui bisogna far sempre prevalere l’interesse della comunità. Sui problemi legati all’immigrazione bisogna chiarire che parecchie competenze in merito sono dello Stato, non della locale Amministrazione e che la pianta organica di polizia e carabinieri è gravemente inadeguata. Il Comune può impegnarsi nell’aprire una “vertenza Prato” per avere finalmente l’intervento del Governo». Quest’argomento è stato toccato anche dalla capogruppo Ds Gerardina Cardillo: «Prato è una città multiculturale e multietnica che si è trovata a gestire grossi problemi riguardo all’immigrazione proprio a causa della legge Bossi-Fini, che più che rappresentare una soluzione ha posto nuovi ostacoli di gestione. Rispetto ad un’Amministrazione locale come la nostra che va verso obiettivi di controllo e sviluppo economico, il Governo corre in direzione opposta tagliando i contributi per le spese correnti degli Enti locali del 10% per indebolirli e togliergli autonomia. Il piano strategico di Marco Romagnoli è quello con cui è stato eletto dai cittadini, il documento che ha scritto e condiviso con i pratesi, che sarà una nuova fonte di sviluppo per la città». Dello stesso tenore anche l’intervento della diessina Rita Romagnoli: «Mai come in questo programma si parla di pianificazione del futuro di Prato. L’obiettivo che si prefigge è la gestione straordinaria anche di ciò che è ordinario. Il piano di Romagnoli si caratterizza perché rappresenta un salto di qualità per la città». Nel suo intervento Maria Grazia Ciambellotti della Margherita ha giudicato il programma di Romagnoli più che positivo per l’attenzione data alla scuola, alla formazione e alla cultura, programmate senza rincorrere l’emergenza e con più offerta sia di indirizzi per le superiori che per l’Università. Bocciatura invece da parte di Maurizio Bettazzi di An e Giovanni Luchetti di Fi: «Ci sono pochi progetti e poche idee – ha detto Bettazzi – e ricordiamoci che anche il nuovo ospedale che viene citato come uno dei principali obiettivi è una proposta del centrodestra, che ricevette le aspre critiche dell’assessore regionale alla Sanità Enrico Rossi e del sindaco Mattei». «Il programma di Romagnoli sembra un minestrone di interessi dove tutto è sfumato e accennato per accontentare tutti – ha aggiunto Luchetti –. E’ solo un mezzo di ricerca del consenso ed è da criticare anche la scelta di affidarsi a professionisti esterni per programmare opere e progetti: per quanto siano competentti, la politica non dovrebbe mai abdicare al suo ruolo. Non è solo una questione di costi, ma soprattutto del fatto che i cittadini hanno eletto delle persone per amministrare la città». Il capogruppo di Rifondazione comunista Leonardo Becheri ha votato contro il programma del sindaco spiegando che «parla poco del nuovo ospedale e pochissimo della Società della salute e dei modi con cui si intersecherà con l’ospedale. Non c’è molta chiarezza neppure sulla grande distribuzione, per la quale si dice solo che il settore è saturo». «L’Italia dei valori condivide il programma del sindaco Romagnoli non per uno scontato allineamento – dice il capogruppo Aurelio Donzella –, ma perché fin dalla campagna elettorale si è caratterizzato per i valori di trasparenza e moralità dell’azione amministrativa a cui il nostro partito si rifà, oltre a garantire la costruzione di infrastrutture importanti che armonizzeranno tutta la piana».
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