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Comune di Prato

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12/11/2004 15:07
Consiglio Comunale Tram, la replica di Carlesi

«Una scelta per non ingessare la mobilità»

La prima linea dalla Stazione centrale a S. Paolo
«Dobbiamo fare delle scelte per non ingessare la mobilità della città e renderla al servizio dello sviluppo e delle esigenze dei cittadini». Così l'assessore alla Mobilità Massimo Carlesi ha replicato ieri 11 novembre in Consiglio comunale in chiusura del lungo dibattito sul progetto preliminare della tramvia pratese. La prima linea, presentata il mese scorso in Consiglio dall'assessore Casrlesi e dal dirigente del Servizio Opere pubbliche Lorenzo Frasconi insieme agli altri tecnici impegnati nella progettazione, collegherà la Stazione centrale Fs con il Castello dell’Imperatore e il nuovo ospedale a S. Paolo avrà una lunghezza di 5,8 km, 14 fermate, 150 corse al giorno e una capienza fino a 1400 passeggeri nelle ore di punta della giornata: «Il nostro obiettivo fin dall'elaborazione del primo Piano urbano della mobilità è stato quello di creare una città in crescita, efficiente, che si misura con lo sviluppo sostenibile di cui la mobilità è un supporto importante. La tramvia fa parte di un quadro più ampio e della visione d'insieme del trasporto rappresentato dal Pum 2004-2006, un progetto organico che si inserisce in un contesto di area metropolitana. Non è un caso se a Prato è stato affidato l'incarico di progettare la metro-tramvia verso la zona sud dell'area da parte di Firenze e Pistoia. Le scelte progettuali sono comunque state precedute da studi approfonditi sugli spostamenti dei lavoratori, le ore di punta, il percorso più conveniente sia dal punto di vista dell'utilizzo che dei costi di realizzazione, che di impatto urbano». Carlesi ha chiarito che il tram non si sostituirà al sistema delle Lam, ma costituirà un'integrazione: «Le Lam sono senz'altro più duttili del tram, ma hanno dei limiti per cui non saranno più sufficienti da sole a fare da alternativa al mezzo privato: lo stiamo sperimentando già adesso con la Lam rossa, che servendo una zona molto più ampia ha avuto bisogno di autobus più grandi e uno studio attento su percorsi che rispettino anche i veloci tempi di percorrenza. Se però riusciamo già con mezzi così limitati a rispondere bene alla richiesta dei cittadini, che quotidiamente scelgono la Lam lasciando l'auto a casa, cosa potremmo fare con un mezzo più grande, strutturato e dalle ampie capacità di trasporto? Si tratta di fare ora delle scelte coraggiose per riqualificare davvero la città e cambiare lo stato attuale delle cose per un nuovo sviluppo.» Per la prima linea sono state elaborate 18 soluzioni diverse di percorso: quella proposta dall’Ufficio Trasporti del Comune per convenienza dei costi, dei benefici prodotti e dell’impatto ambientale, prevede la partenza della linea dalla stazione centrale per poi proseguire in piazza S. Marco, viale Piave, via Campolmi, via Nistri, via Sant'Orsola, l’ospedale attuale, Mercatino, via Vivaldi e infine il nuovo ospedale di Galciana a nord-ovest della città. E’ stata abbandonata l’ipotesi di realizzare un tratto della linea interrato nel centro, anche se non interferirebbe con la viabilità, perché i costi diventano cinque volte più alti, il servizio meno capillare e vi sarebbero problemi di stabilità degli edifici soprastanti a causa delle di vibrazioni. I costi di costruzione ammontano a 122 milioni di euro, che saranno coperti con un finanziamento statale di 73milioni e 200mila euro e un mutuo richiesto dal Comune per 48 milioni e 800mila euro. Per 10 anni la quota annuale a carico del Comune ammonterebbe quindi a 5 milioni e 354mila euro. Il costo di gestione è invece di 2 milioni e 886mila euro all’anno, a fronte di un ricavo totale annuo dai biglietti (1,20 euro per una corsa semplice) e abbonamenti (28,8 euro) di circa 3 milioni e 91mila euro. I ricavi provenienti dall’uso del tram consentirebbero quindi di coprire i costi di gestione.

c.b.

543/04

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