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Comune di Prato

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07/11/2005 18:07
Consiglio Comunale Dibattito sulle norme della Legge Finanziaria

«Ormai non c'è altro da tagliare»

Il vicesindaco: «Sociale e personale a rischio, si pregiudicano i servizi»
«Ormai c'è ben poco tagliare, ormai siamo costretti a intervenire sulla pelle viva dei cittadini». Con questo lapidario giudizio il vice sindaco e assessore alle Finanze Roberto Bencini ha introdotto il dibattito sulla Finanziaria, in onda nel pomeriggio in Consiglio comunale. E' una Finanziaria, quella in discussione in Parlamento, che non solo penalizza gli Enti locali, ma questi ultimi sono i soli, o quasi esclusivamente i soli, a 'pagare' il conto, è ciò nonostante questo Governo abbia voluto accompagnare la legge di Bilancio «ad una campagna che individua nelle amministrazioni locali fattori di spreco e di inefficienza». Le cifre, però, ha dichiarato Bencini, dicono il contrario: di 3,9 miliardi di euro di risparmi compiuti negli ultimi anni ben 1,7 sono stati realizzati dai Comuni, che fra l'altro hanno consistentemente ridotto i loro personale: dei 452 mila dipendenti impiegati nel 2001, nelle 8000 e passa amministrazioni locali ne sono rimasti 362 mila. «Altro che razionalizzare - ha continuato Bencini - tutto è carico dei Comuni, con lo Stato che ormai non finanzia più niente». I numeri per Prato sono presto fatti: un milione in meno di euro circa per il personale («non è vero che non si taglia, poichè al netto dei rinnovi contrattuali, la voce personale rispetto al 2004 va decurtata dell'1%»). Una minore spesa, che scaricandosi sui precari potrebbe provocare, ad esempio, serie difficoltà nei servizi scolastici, dove sono maggiormente concentrati. Ma è difficile anche la situazione per il sociale: l'assistenza ai minori, agli anziani e agli handicappati è a rischio nonostante si dica il contrario: «E' vero per questa voce non sono previsti nel 2006 ulteriori decurtazioni, ma solo perchè sono già state effettuate nel 2005». All'appello mancano 500 milioni di euro del Fondo nazionale, che comportano per il Comune di Prato un maggior onere di 1 milione di euro. E meno male che la Regione ha deciso di coprire il 25% del taglio effettuato dal Governo, altrimenti i milioni sarebbero due: «Chissà - ha chiosato Bencini - se questa copertura regionale potrà essere garantita anche nel 2006, visto che la mannaia colpisce anche le Regioni». Da qui un giudizio politico netto: «Invece di inutili gratificazioni alle famiglie, perchè non pensare a coprire le spese sociali, che sempre le famiglie riguardano». E come se non bastasse ci sono i 'tagli indiretti': quelli per lo spettacolo («che succederà per il Metastasio, che fra l'altro è uno Stabile?» ha affermato il vicesindaco), quelli per la casa, dove non si finanzia più nessun intervento, quelli per l'edilizia scolastica, il cui fondo nazionale è vuoto ormai da anni, per non parlare dei trasporti e dei piani contro l'inquinamento, voci scomparse dal Bilancio dello Stato. E buon per Prato che abbia varato la Tia, la nuova tariffa per i rifiuti, altrimenti per il Bilancio del Comune sarebbero stati altri 12 milioni di euro in meno. «Tutto è sulle spalle dei Comuni, che se tagliano ancora intervengono sulla carne viva della gente».
1171/05

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