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Comune di Prato

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21/04/2006 16:23
Immigrazione L'assessore Frattani fa chiarezza sul decreto dell'immigrazione

«E' in gioco il ruolo dei Comuni»

Lunedì 24 al Laboratorio del tempo l'assemblea dei migranti, il 26 spedizione nella Capitale per avviare le manifestazioni di protesta
«Sono in gioco la capacità dei Comuni di regolare correttamente l'immigrazione e il primato della politica rispetto ai piccoli interessi corporativi: nel provvedimento che il Governo uscente intende varare si intravede chiaramente il preciso disegno di espropriare i Comuni della capacità di intervenire nei fenomeni immigratori nel territorio, non sono certo visionari coloro che hanno questa preoccupazione, come me». Così l'assessore alla Multiculturalità Andrea Frattani torna sulla questione del decreto del ministero dell'Interno che se emanato a partire dalla prima settimana di maggio imporrà il pagamento di 70 euro per il rinnovo del permesso di soggiorno, finora gratuito, affidando a Poste italiane la competenza ad inoltrare le richieste al Viminale. Il tam tam mediatico è già partito da alcuni giorni, ma Frattani chiarisce alcuni aspetti della vicenda e dei suoi risvolti: «Innanzitutto voglio precisare che i due protocolli d'intesa stipulati dal Ministero da un lato con Poste spa e patronati e dall'altro con l'Anci affermano concezioni e obiettivi diametralmente opposti. Il primo infatti riafferma la centralità del ruolo delle Questure in merito ai rinnovi dei permessi di soggiorno stabilendo un balzello di ben 70 euro che verrà introitato dalle Poste senza fornire alcun servizio che lo giustifichi e cancellando di fatto tutte tutte le buone pratiche messe in atto in questi anni dagli enti locali. Il protocollo stipulato da Anci invece stabilisce la centralità dei Comuni rispetto alla condizione migratoria, che così passerebbe da un problema di pubblica sicurezza ad una gestione amministrativa, come avviene nei maggiori Paesi europei». A suffragare le preoccupazioni, l'assessore afferma che «la Questura avrebbe già messo in conto ritardi per le procedure di rinnovo dei permessi, che a quanto sembra dovrebbero dilazionarsi di almeno tre mesi perchè ci sono difficoltà nell'installazione del software a lettura ottica che sarà adoperato dalle Poste». Questo comporterebbe tra l'altro che gli immigrati non possano tornare nei loro paesi d'origine perchè la ricevuta dell'assicurata postale, che sostituirebbe il cedolino della Questura, non da titolo a lasciare il territorio. Frattani ha spiegato inoltre che il motivo principale per cui il Comune si è impegnato a compiere le preistruttorie, utilizzando mediatori culturali e linguistici, è instaurare un rapporto diretto con le comunità straniere per poter mettere in campo politiche di regolazione mirate, dato che il Comune rappresenta il primo interlocutore per le esigenze delle famiglie straniere, dalla scuola ai servizi sociali: «Come si vede le mie preoccupazioni sono fondate - continua Frattani - Non si discute del ruolo delle associazioni, dei sindacati e dei patronati, ma della centralità del ruolo dei Comuni. Chi vuole espropriali di questa prerogativa se ne assumerà politicamente le responsabilità». Frattani annuncia nuovamente battaglia se il Governo uscente continuerà sulla strada del provvedimento: lunedì prossimo alle 21.00 al Laboratorio del tempo è prevista la riunione del Coordinamento comunale delle comunità migranti a Prato e il 26 aprile si incontrerà a Roma con Fabio Sturani, responsabile nazionale Anci per l'immigrazione e sindaco di Ancona, una delle dieci città italiane insieme a Prato impegnate nella sperimentazione con il ministero dell'Interno di nuove procedure per i servizi relativi al soggiorno. Accompagneranno l'assessore nella spedizione romana Simone Faggi del Centro servizi per l'immigrazione, il responsabile Renzo Rastrelli e Giuseppe Carovani, sindaco di Calenzano e responsabile regionale Anci per le politiche per i migranti. Obiettivo primario stabilire la data della manifestazionale nazionale anti-decreto ministeriale.
445/06

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