24/04/2006 15:33
Bilancio
L'agenzia conferma il rating “A+” per la gestione finanziaria
Standard&Poor's promuove i conti del Comune
Fra le raccomandazioni mantenere stabile il rapporto tra debito ed entrate correnti
Come è la gestione del Bilancio del Comune? Buona, almeno secondo Standard & Poor's, l'agenzia di certificazione che supervisiona i conti comunali e che conferma il rating ad “A+” «con prospettive stabili», come dichiarato in una nota emessa nei giorni scorsi.
Per S&P il Comune di Prato, il cui rating «riflette l'elevata flessibilità finanziaria sul fronte delle entrate tariffarie e tributarie, al di sopra della media dei Comuni italiani dotati di rating», chiude il Bilancio 2005, dopo la spesa per investimenti, con un «saldo positivo» nell'ordine del 2/3% delle entrate comunali complessive, con un esercizio che lo scorso anno si è concluso «senza presentare alcun fabbisogno di finanziamento».
In altri termini l'indebitamento, in particolare la spesa per rimettere i mutui contratti, «tende a decrescere in valore assoluto», con un «miglioramento» del saldo di parte corrente (2,9% delle entrate in rapporto all'1,1% del 2004), che per S&P è «attribuibile alle economie realizzate dall'esternalizzazione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti». In pratica l'agenzia di rating sanziona la bontà della scelta effettuata nel 2005 col passaggio da Tarsu a Tia.
Nelle valutazioni di Standard & Poor's «il debito finanziario residuo decresce, a fine 2005, a 143 milioni di euro rispetto a 155 milioni di euro nel 2004, confermando il trend positivo iniziato a decorrere dal 2000, con eccezione del 2004». L'agenzia si attende che il rapporto tra debito finanziario residuo ed entrate correnti comunali, al 107% delle entrate correnti, «si mantenga pressochè inalterato nel corso del prossimo triennio».
S&P, che non nasconde le difficoltà del sistema socio-economico pratese, prefigura che per il mantenimento dell'attuale rating, e quindi per proseguire in un'azione di corretta gestione dei conti comunali, sia necessario «mantenere una politica di investimento adeguata alla propria capacità finanziaria» e «stabilizzare l'andamento del rapporto tra debito finanziario residuo ed entrate correnti».
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