salta la barra


Comune di Prato

 indietro
14/12/2006 14:52
Urbanistica Confronto sul Piano strutturale in un'assemblea del gruppo Ds

Conti: «Sulle aree dismesse niente automatismi con la rendita»

Il sindaco Marco Romagnoli: «Occorre una visione generale per governare il territorio»
«Non si può rischiare di spezzare, nel milione e mezzo di metri cubi di aree dismesse presenti a Prato, ogni residuo di presenza industriale». E ancora: «Uno scambio secco fra investimento immobiliare e industriale non sarà possibile, perchè non possiamo rinunciare al consolidamento industriale della Toscana. Se c'è un problema di valorizzazione delle aree dismesse, anche in termini di reddito, occorre allora misurarsi su progetti in un confronto fra pubblico e privato, fra interessi privati e interessi collettivi». L'assessore regionale all'Urbanistca Riccardo Conti, nel Salone consiliare del Palazzo comunale affollato da tecnici, professionisti e rappresentanti delle categorie economiche, richiamati dal gruppo consiliare Ds in una serata, introdotta dal consigliere comunale Fabio Caregnato, membro della commissione consiliare “Territorio e ambiente”, in cui si è parlato di revisione del Piano strutturale, è stato chiaro: gli indirizi del Pit regionale (piano territoriale) non prevedono un passaggio automatico dall'industria alla rendita. Al contrario le cosiddette “invarianti strutturali” contemplano la difesa del patrimonio territoriale, nei suoi valori ambientali e paesaggistici, il carattere di città “policentrica” tipico delle aree metropolitane della Toscana, il consolidamento della presenza industriale, intesa in senso lato, «perchè non possiamo rassegnarci al declino dei settori produttivi, siano essi anche nuovi settori produttivi». Del resto non è un caso che la Regione abbia scelto Prato per sperimentare la nuova legge urbanistica. Perchè per dirla col sindaco Marco Romagnoli «qui si gioca una scommessa, anche di area metroplitana, che mette in gioco l'intera Toscana», o per stare più prosaicamente alle parole di Conti «perchè quando uno pensa alle cosiddette aree dismesse ha in testa Prato, non può che pensare a Prato». Il passaggio da compiersi con la nuova legge regionale è quello, spiegato dal professor Gianfranco Gorelli consulente generale per la revisione del Piano struturale, dal piano regolatore, con le sue norme infinitesimali fissate nei minimi dettagli, al cosiddetto “governo del territorio”, in cui sia centrale il ruolo degli Enti locali e dei Comuni, in quanto portatori della rappresentanza generale, incardinato su un'analisi di contesto, in grado di offrire una visione d'insieme delle trasformazione e delle dinamiche sociali ed economiche che investono il territorio. Il Piano strategico, evocato dal sindaco nel suo intervento, che poi tradotto in altro modo da Conti significa «non affidarsi ai meccanismi spontanei di mercato ma fissare gli interessi generali della collettività, e da qui misurarsi con le parti sociali». All'origine di tutto l'idea che il “vecchio” Prg non regga alla prova. Lo ha spiegato il sindaco, riferendosi allo stesso Piano Secchi: «Stiamo assistendo in città, con annunci comparsi anche in pagine pubblicitarie di quotidiani locali, a trasformazioni di capannoni in appartamenti da 40 metri quadri, senza il pagamento di oneri di urbanizzazione, senza dotazioni di viabilità e di verde. La semplice trasformazione della fabbrica in alloggi. E tutto questo avviene in modo legittimo, rispettando le attuali previsioni. Un effetto sicuramente non voluto dagli attuali strumenti urbanistici, ma che non ci possiamo più permettere». La rendita, insomma, non può sostituire sic et simpliciter l'industria. Nè le dismissioni possono essere rinuncia agli investimenti produttivi. A specificarlo, d'altronde, è lo stesso Pit regionale: «Il mutamento della destinazione d'uso di immobili industriali o artigianali dismessi è altresì consentita qualora risponda a specifiche esigenze del Comune interessato, il quale è tenuto a valutare preventivamente il carico urbanistico e ambientale che ne deriva per l'area complessivamente interessata».
1380/06

Condividi su: Condividi su Facebook Condividi su Google Bookmarks Condividi su Twitter
 indietro  inizio pagina