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Comune di Prato

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15/02/2007 16:03
Cultura Domani 16 febbraio ore 16.30 in Palazzo Comunale

Centro studi classicismo, si presenta la rivista

Interverranno Giovagnoli, Mazzoni, Giugni e Fioravanti
Domani, 16 febbraio, alle 16.30, nella Sala dei matrimoni del Palazzo Comunale, si terrà una tavola rotonda per presentare il primo numero della rivista “Moderni e Antichi” del Centro di Studi sul Classicismo. Introdotta dagli interventi degli assessori Fabio Giovagnoli e Andrea Mazzoni del Comune di Prato, Paola Patrizia Giugni della Provincia di Prato, e del prof. Maurizio Fioravanti, delegato del rettore dell’università di Firenze per la sede universitaria di Prato, la tavola rotonda vedrà la partecipazione di docenti, quali il prof. Antonio La Penna, emerito dell’università di Firenze ed accademico dei Lincei, uno dei massimi studiosi di letteratura latina (si ricordano i suoi importanti contributi sull’ideologia dello storico Sallustio), il prof. Francisco Rico, docente all’università autonoma di Barcellona, accademico della Real Academia di Spagna e Accademico dei Lincei, studioso di fama internazionale per i suoi studi su Francesco Petrarca e per la sua edizione del Don Chisciotte di Cervantes, il prof. Stefano Carrai dell’Università di Siena, studioso di letteratura del Rinascimento. La presentazione del primo numero della rivista “Moderni e Antichi” del Centro di Studi sul Classicismo non si rivolge solo agli addetti ai lavori, ma si propone di aprire una riflessione su uno dei ‘nodi’ della modernità: il rapporto tra il mondo contemporaneo e il passato, in particolare il passato classico. La ‘scommessa’ della rivista in particolare, e del Centro di Studi sul Classicismo in generale, di cui la rivista è una delle espressioni più caratterizzanti, è che la classicità non sia un mondo remoto e archiviato, che non ha più nulla da dire al presente, ma una tradizione che ha creato valori ideologici e contenuti di pensiero e di arte di grandissimo rilievo e di permanente durata. I CONTENUTI DELLA RIVISTA Il primo settore, dedicato alla tradizione dei poeti contemporanei, attraverso Mario Luzi, Alessandro Parronchi ed Edoardo Sanguineti, esprime un discorso sulla poesia e sul suo ‘farsi’ di chiara ispirazione classica: l’autocoscienza di grandi e tra loro diversi poeti che la poesia, come pensavano gli antichi, fosse creazione nata dalla memoria del passato, da ‘meccanismi’ intertestuali che, in ogni tempo e latitudine, legano ciascuna opera d’arte e ciascun autore alla ‘catena’ della ‘tradizione’, recepita, rifiutata, innovata. Il secondo tema riguarda Leon Battista Alberti, una delle personalità-chiavi del periodo umanistico, che collega la classicità al mondo moderno. Attraverso una serie di rinnovate ‘letture’ dell’Alberti (soprattutto ad opera di Roberto Cardini), si rivela la straordinaria modernità di questo scrittore-architetto del Quattrocento. La sezione Saggi, nella sua apparente disomogeneità, presenta in realtà contributi ancora una volta omogenei agli interessi centrali della rivista. Il primo saggio, di Salvatore I. Camporeale, affronta una questione culturale vivacemente dibattuta ai nostri giorni, il potenziale di innovazione e rinnovamento che caratterizza l’Umanesimo rispetto ai secoli precedenti e ai precedenti ‘classicismi’ medievali. La teologia è una disciplina in cui le novità umanistiche sono rilevanti: il rifiuto delle modalità discorsive della Scolastica e una conoscenza allargata e critica dei Padri della Chiesa e della Sacra Scrittura spingono verso un linguaggio teologico simbolico e biblico, eccezionalmente vicino a quello attuato dall’ultimo Concilio. Il saggio di Remo Bodei affronta uno dei momenti ‘nodali’ della dibattito storiografico contemporaneo, l’Illuminismo, attraverso l’analisi del concetto di storia e di progresso in Condorcet: ed introduce così un ulteriore filone di ricerca, l’indagine sugli apporti e l’intermediazione, nella storia della cultura, del secolo dei Lumi, caratterizzato da un tipologico uso della ragione, tollerante e dialogico, che ha origini certamente umanistiche. L’articolo di Roberto Cardini rivela, attraverso una inedita analisi della Ginestra, la dimensione civile del convinto classicismo di Leopardi. L’ampia parte di Filologia ed erudizione tocca i rapporti di affinità tra autori umanistici e autori classici (Mario Citroni), indaga talune tipologie del latino umanistico attraverso la ricognizione sui testi (Donatella Coppini), pubblica per la prima volta una delle opere capitali del dibattito sull’imitatio in età umanistica, il De sermone latino di Adriano Castellesi (Luisa Damonte), e spinge la ricerca sulla metodologia dell’erudizione fino al Settecento (Luigi Guerrini).
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