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Comune di Prato

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29/11/2007 16:22
Consiglio Comunale L'assessore Ciuoffo sul nuovo disegno urbanistico

Piano strutturale, sforbiciata netta ai volumi

L'esito, di più di un anno di lavoro, «che mettiamo a disposizone del Consiglio comunale», si traduce nella risposta a due “necessità”: una affidata alla “anticipazione” per l'area ex Banci «quale risultato del Piano strategico, individuando un asse di servizi, di funzioni privilegiate e direzionali»; l'altra affidata ad una modifica del Regolamento urbanistico, l'art. 23, relativo alla trasformazione delle aree industriali non più produtive «a causa di un prodotto non soddisfacente in rapporto agli standard urbanistici, alla qualità architettonica e al peso della rendita, con una riduzione sensibile della capacità edificatoria». L'assessore all'Urbanistica Stefano Ciuoffo ha presentato così, al Consiglio comunale, lo stato attuale del procedimento relativo alls revisione del Piano strutturale. «Quello che offriamo al Consiglio e alla città - ha continuato Ciuoffo -, per un percorso partecipato e di condivisione, è un quadro conoscitivo completo dell'attuale assetto urbano. Implementiamo il procedimento con una serie di dati, che ci consentono di inquadrare il Piano strutturale, qual è la cornice di riferimento, i temi, gli aspetti di progettazione». Dati che si riferiscono all'analisi di quelli che sono stati definiti da Ciuoffo i “valori del territorio”: lo studio sul patrimonio edilizio e sui suoi manufatti di pregio compiuto dall'architetto Vannuncchi; lo stato di attuazione del Piano Secchi; la radiografia del paesaggio con il sistema dei parchi (Montefarrato, area del Bisenzio, Calvana, Cascine di Tavola) e con le sue valenze archeologiche, realizzato dall'architetto Centauro; lo studio sulle compatibilità ambientali eseguito dal dottor Tomei; la rete della mobilità con l'ipotesi di una linea tram, dalla Stazione all'area ex Banci. Il tutto con alcune specificazioni: «Il Piano strutturale, con la nuova legge, definisce gli insiemi, il dettaglio è affidato al Regolamento urbanistico». Un doppio livello che si misurerà con lo “statuto del territorio”, che dovrà «contenere le parti immodificabili, ciò che non si tocca, che deve essere quanto di più condiviso», e la “strategia”, ossia le azioni più concrete, che passano da modifiche al Regolamento urbanistico, e che presentano però alcune coordinate ricordate da Ciuoffo: costruire meglio, qualità nell'edificato, meno consumo di superficie, meno volumetrie, tanto più verde, a cominciare dalla stessa Declassata, ove si prevedono due parchi attorno all'area ex Banci, a sud e a nord del nastro d'asfalto. Il risultato è che la “variante di anticipazione” si presenta suddivisa in tre macro-zone, che hanno il loro centro sulla Declassata. Una superficie complessiva di 21 milioni e 558 metri quadri, articolati nei seguenti sottosistemi; il primo di 8 milioni e 867 mila metri quadri comprendente via Valentini, il viale della Repubblica, Mezzana, il viale Marconi, Banci, Badie e Macrolotto 2; il secondo di 4 milioni e 550 mila metri quadri costituito da via Cavour, via Curtatone, Soccorso, Villaggio S. Giusto, Grignano e Cafaggio; il terzo di 8 milioni e 239 mila mq formato da Galciana, Capezzana, Filzi, via Pistoiese, Villaggio S. Giusto, Vergaio, Tobbiana. Dei tre sistemi nel primo sono concentrate le strutture commerciali di grandi dimensione (14.500 mq), ricettive (23.841 metri quadri), direzionali (41 mila metri quadri), espositive (56 mila metri quadri). Numeri che sono condiderati ancora indicativi da chi lavora al nuovo Piano. Sensibile è però la diminuzione, in tutti, della superficie destinata a trasformarsi in residenza: la sforbiscita rispetto alle potenzialità inespresse dal Piano Secchi, nell'ordine di quasi un milione di metri quadri, è netta, non più di 577.991 metri quadrati per abitazioni nelle zone cosiddette dismesse. La conlusione dell'assessore Ciuoffo: «Ci muoviamo all'interno della struttura e delle quantità del Piano Secchi, cercando di correggere ciò che non ci soddisfa, in una visione che prefigura anche una nuova idea di città».
1129/07

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