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Comune di Prato

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20/11/2007 16:04
Urbanistica Il sindaco traccia la “road map” del confronto pubblico

La “variante generale” pronta prima di chiudere la legislatura

La tabella di marcia è stata fissata dal sindaco Marco Romagnoli: «Entro la fine della legislatura approveremo la variante generale al Piano strutturale». Nel mezzo a questa tabella, che stabilisce nella primavera 2009 la scadenza non oltrepassabile, la variante di anticipazione per la Declassata, le modifiche al Regolamento urbanistico, l'avvio della progettazione dell'area ex Banci, ed una lunga scia di incontri, discussioni e dibattiti in città, per quello che è definito il “percorso di partecipazione”, che avrà il suo battesimo ufficiale e istituzionale la prossima settimana in Consiglio comunale. La “road map” urbanistica è stata tracciata dal sindaco e con lui dall'assessore all'Urbanistica Stefano Ciuoffo (presenti anche i colleghi Fabio Giovagnoli, Giuseppe Gregori ed Enrico Giardi), nella riunione coi vertici delle categorie economiche (associazioni dei commercianti, artigiane, industriali, sindacati, cooperazione), per una informativa generale sui percorsi che l'Amministrazione comunale intende seguire nella revisione degli strumenti urbanistici. Un riassunto generale per dire, col sindaco, una semplice cosa: «Ci sono tutte le condinzioni, anche di area metropolitana, in virtù dei protocolli siglati con Regione e Comune di Firenze, per giungere alla progettazione del polo espositivo». Il tutto senza stravolgere il Piano Secchi, ma andando oltre i suoi “limiti” (così li ha definiti Romagnoli): uno sviluppo troppo denso in termini di residenze nelle cosiddette “aree dismesse”; il fatto che tutti i servizi e i progetti di qualificazione fosserro a carico dell'intervento pubblico. «Con questi chiari di luna per le finanze comunali - ha sentenziato il sindaco - non è possibile. Tutto il pubblico non può fare. Per questo le risorse per i servizi e la riqualificazione della città devono saltare fuori dalla rendita. Contrasteremo con forza l'idea che ipotesi di valorizzazione delle aree non più produttive possano incrementare la dismissioni ancora in essere». L'obiettivo è quello di preservare un futuro industriale per la città («per questo - ancora il sindaco - siamo disposti ad aprire un confronto serrato con Governo e Regione»). Tradotto significa, per dirla con l'assessore Ciuoffo, «che su tutto deve prevalere l'interesse pubblico. Non si tratta di non costruire più, ma di farlo meglio e di non dare per scontato che il diritto di proprietà coincida con il diritto di edificazione». E così, all'indomani delle modifiche al Regolamento urbanistico, che ridurrà del 40% i metri quadri ancora disponibili (un milione circa) per abitazioni nelle “aree di ristrutturazione”, scatterà una sorta di “clausola di salvaguardia”, che rimanderà al medesimo Regolamento urbanistico la definizione delle aree. La parola magica sarà “perequazione”, ossia prevedere indici di fabbricabilità uguali per tutti nei diversi comparti in cui sarà suddiviso il territorio, in modo che non via siano disparità nelle remunerazioni delle aree, sia che sia prevista la costruzione di case, di scuole o giardini. Fin qui la giunta. Dalle categorie economiche, oltre alla richiesta di saperne di più e di disporre ulteriori dati tecnici, scarse obiezioni e un sostanziale via libera al progetto nelle sue linee generali, con una raccomandaione: «Se ritenete, come dite, che esistano le condizioni per passare ai fatti, è ora che questi fatti si inizino a intravedere».
1156/07

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