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Comune di Prato

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13/12/2007 15:27
Sindaco Nella sede dell'ex Marconi in via Mazzini

A febbraio il “laboratorio” per il Piano strutturale

«A febbraio, nei locali occupati scuola Marconi, in via Mazzini, costruiremo “un luogo” di confronto, di discussione, di approfondimento, dove sarà possibile ricevere tutte le informazioni sulla variante al Piano strutturale, studiare le carte, vedere gli elaborati, avanzare proposte, esaminare i progetti». Ha chiuso così, con questo annuncio, il sindaco Marco Romagnoli il convegno su “La città che si trasforma”, promosso nel Salone consliare nel pomeriggio di ieri (mercoledì 12) dal gruppo consiliare democratico. Nelle intenzioni dell'amministrazione, descritte dal sindaco, il “laboratorio” del Piano strutturale sarà un luogo accessibile a qualsiasi persona e categoria sociale, che dovrà dispensare informazioni e sedi per misurarsi con le proposte di revisione degli strumenti urbanistici. A disposizione il Comune metterà un gruppo di tecnici «perchè è nostra intenzione creare una leva di nuovi urbanisti, che possa seguire nel tempo le trasformazioni della città». Ma l'occasione di ieri pomeriggio è servita al sindaco per puntualizzare alcuni concetti già noti, ad iniziare dal fatto «che il Comune sta procedendo a fare una variante e non non un altro Piano strutturale, vogliamo solo correggere le parti i cui effetti non erano desiderati o che non hanno colto le trasformazioni della città». Già lo stesso assessore all'Urbanistica aveva, nel suo intervento, delineato gli abbozzi dell'operazione: «Per puntare ad un nuovo futuro non c'è bisogno di nuove aree d'espansione, ma la città deve guardare al suo interno». Andare oltre i tratti dell'attuale crisi del distretto, è questo il messaggio che il sindaco ha affidato al convegno del gruppo democratico: «La città attraversa una situazione difficilissima, molto più profonda di quello che appare. Non mi meraviglia, dopo questi anni tormentati, che gradutatorie nazionali segnalino questa difficoltà. In più occasioni l'ho sottolineato. Come non mi meraviglia che si registri l'incremento dei depositi bancari. Due dati solo in apparenza contradditori. Lo sto dicendo da tempo: a Prato i soldi ci sono. Il problema è come mobilitare queste risorse. Di sicuro non vanno mobilitate per accrescere la rendita. Non lo permetteremo». La speranza è sempre nel futuro industriale: «Possiamo metterla come vogliamo ma questa è una realtà dove il 45% degli occupati si riferisce all'industria. Resta ancora una città industriale con numeri oltre la dimensione europea, dove si parla di città industriali quando appena il 10% ha come riferimento il settore manifatturiero». Per garantire però questa nuova speranza non si può stare fermi. Da qui l'idea di una variate di anticipazione per la Declassata: «C'è bisogno di realizzare funzioni avanzate a sostegno dell'economia metropolitana, perchè solo all'interno di questo contesto anche il distretto uscirà dal suo cono d'ombra. E' un'idea, quella di assumere un orizzonte di area metropolitana, che inizia a passare, dopo l'iniziale scetticismo. E deve essere chiara un'altra cosa: il centro polifunzionale per l'area metropolitana lo faremo davvero». Insomma, ha chiuso il sindaco, «discutiamo, confrontiamoci, facciamo parlare i cittadini, e sarà questo il nostro obiettivo, ma alternative a questa visione strategica non appaiono. E vedo che ora si sta anche riconoscendo che il Piano strategico è servito e serve».
1292/07

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