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Comune di Prato

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04/11/2009 17:05
Integrazione Crocefisso nelle scuole pubbliche

"Non credo che togliere il crocefisso aiuti l'integrazione"

L'assessore Silli: "Sarà molto difficile per la Repubblica Italiana applicare la decisione della Corte Europea senza rivedere il concordato fra Stato e Chiesa"

In merito all'accoglimento da parte della Corte di Strasburgo del ricorso di una cittadina italiana circa l’esposizione del crocefisso nelle scuole perché - secondo la sentenza - contraria al diritto dei genitori di educare i propri figli in base alle loro convinzioni e al diritto dei minori alla libertà religiosa, l'assessore all'Integrazione Giorgio Silli afferma quanto segue:

"Non credo assolutamente, stando alle mie competenze di assessore all’Integrazione, che ciò aiuti l’integrazione stessa.

Integrazione significa quieto convivere di piu’ etnie, usi e  costumi, credo religiosi, non significa appiattimento totale di quelle che sono le nostre tradizioni, i nostri simboli di fede e  i  nostri costumi.

Apprendo dalla stampa che persino un notabile musulmano giudica sbagliato togliere quello che lui definisce un  ‘’simbolo’’. Il concordato fra Stato e Chiesa, che se non sbaglio e’ ancora piu’ che valido ed attuale, prevede che nelle aule sia esposto un crocefisso, sarebbe per tanto molto difficile per la Repubblica Italiana accettare la decisione finale della Corte Europea senza dover rivedere completamente il concordato.

Credo che un’Europa blasfema che, in questo momento,  rinnega completamente la propria identita’ non possa trovare  il consenso della maggioranza di noi cittadini. Un’Europa che, di fatto, sta facendo del razzismo alla rovescia. Rispettiamo costituzionalmente i luoghi di culto e tutti i simboli delle altre confessioni religiose, non vedo perche’ vi debbano essere delle interferenze esterne cosi’ forti a complicare il tutto.

Discuteremo del problema in giunta, attenderemo le disposizioni finali della corte europea, auspicando che il ricorso dello Stato vada a buon fine.

Personalmente, come libero cittadino Cattolico, proporro’ che in questa fase, negli edifici pubblici del comune, permanga lo status quo attuale e proporro’ che nessun simbolo religioso  venga tolto se non previa una autorizzazione del proprietario dell’immobile.

Di questo passo, altrimenti, arriveremo a dover coprire con una mano di vernice anche gli affreschi nel nostro salone consiliare".

mc

874/09

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