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Comune di Prato

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16/11/2010 11:42
Cultura Giovedì 18 novembre alle 21.30 nella Sala conferenze della biblioteca comunale Lazzerini

Libri d'Italia al via nel segno del noir con Michele Giuttari

Primo appuntamento con "Le rose nere di Firenze", edito da Rizzoli

Primo appuntamento giovedì prossimo 18 novembre per Libri d'Italia, la rassegna di incontri con i più grandi autori italiani  curata da Stefano Coppini e promossa dall'assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con il Lions Club Castello dell'Imperatore, che raccoglie il testimonial  mantenuto per quindici anni dal Kiwanis Club. Come nell’ultima edizione, gli incontri si svolgeranno nella sala conferenze della Biblioteca Lazzerini, a partire dalle 21.30

L'apertura della kermesse sarà nel segno del noir: giovedì sera Michele Giuttari, capo della squadra Mobile di Firenze ai tempi delle indagini sul Mostro, presenterà il suo nuovo romanzo "Le rose nere di Firenze", edito da Rizzoli.
Le indagini di cronaca nera sui delitti più gravi hanno sempre esercitato un fascino potente sugli scrittori. Da qualche anno, accade qualcosa di diverso, e cioè che gli investigatori, i magistrati, coloro che per professione si occupano di inchieste giudiziarie trasformano questa loro esperienza in scrittura narrativa. Succede con Luciano Garofalo, con Gianrico Carofiglio e, nel nostro caso, con Michele Giuttari, che appunto come capo della Mobile fiorentina aveva svolto un ruolo fondamentale nelle indagini e nei processi del Mostro.

La storia narra di una giovane fiorentina, soffocata nel suo appartamento, deposta nuda sul letto con una rosa nera tra le gambe; di una donna uccisa e lasciata bruciare in una chiesetta sconsacrata, forse durante un rito satanico; di un extracomunitario marocchino freddato a colpi di pistola sul Ponte Vecchio. È l’estate del 2004 e Firenze assiste impietrita a un’escalation di violenza che sembra non avere un filo conduttore. Michele Giuttari, maestro del thriller italiano, costruisce in questo suo nuovo romanzo una detection serrata dove ogni certezza può crollare nel giro di poche ore. E ci suggerisce che la verità, a volte, è più sconvolgente degli incubi.

cb

1410/10

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