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Comune di Prato

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15/02/2013 14:31
Censimento Oggi al Pin il convegno organizzato dall'assessorato ai Servizi Demografici per riflettere sui dati provvisori del 15° Censimento della popolazione

"Prato allo specchio", tutti i numeri di Prato per guidare il cambiamento

Prato tra le primissime cittą in Italia a rendere noti i risultati provvisori: ne emerge una cittą dinamica e in crescita. Il presidente dell'Istat Giovannini presente in teleconferenza

Lavorare su dati ufficiali, riconosciuti a livello legale e nazionale e che rispecchino davvero la realtà per poter capire il territorio e guidare il cambiamento con misure e riforme mirate dei servizi al cittadino, degli uffici territoriali dello Stato e dei finanziamenti pubblici: è questo il filo conduttore e l'obiettivo di "Prato allo specchio", il convegno organizzato dal Comune di Prato per riflettere sui dati provvisori emersi dal XV censimento della popolazione. L'evento, cominciato stamani al Pin, è appunto organizzato in collaborazione con il Polo Universitario Città di Prato, la società Laboris e l'Istat. Davanti ad un'aula magna gremita di pubblico, ad aprire i lavori stamani è stata l'assessore ai Servizi Demografici del Comune di Prato, a cui è seguito l'intervento in teleconferenza via Skype del presidente dell'Istat Enrico Giovannini: nonostante un malessere che l'ha colpito nella nottata, Giovannini non ha voluto infatti mancare all'appuntamento con la giornata di studi vista l'importanza e l'interesse dei dati rilevati a Prato. Proprio per questo il presidente ha annunciato che per città come Prato il censimento diverrà permanente e che l'Istat sta lavorando al progetto Sistema Archimede che permetterà l'utilizzo integrato tra le varie banche dati per avere informazioni più complete e a grande dettaglio territoriale. Sono inoltre intervenuti il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti, il presidente del Polo Universitario Città di Prato Maurizio Fioravanti e Bianca Maria Martelli, dirigente dell'Ufficio Istat della Toscana e dell'Umbria.

A distanza di alcuni mesi dalla chiusura delle operazioni di censimento, la città di Prato è stata fra le prime a rendere noto i risultati provvisori del 15° Censimento Generale della popolazione. L’Istat ha permesso la diffusione anticipata dei dati provvisori alle 9 città  che hanno effettuato  il data entry dei questionari cartacei (le altre città dovranno attendere il 2014). Nel frattempo l’Istat, dopo aver sottoposto i dati a procedure di correzione e imputazione dei dati mancanti,  ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 dicembre 2012 la popolazione legale dei comuni. Il dato che emerge è che Prato è una città dinamica e in crescita, che ha cambiato volto rispetto al censimento del 2001: «Il censimento è un adempimento di legge fondamentale per disegnare la Prato di domani, sulla base di numeri reali, per definire gli interventi nel sociale, nel lavoro, nell'istruzione e nella sanità» - hanno detto l'assessore ai Servizi Demografici e il  presidente della Camera di Commercio Luca Giusti. Ai dati provvisori emersi dal censimento va aggiunto che secondo quanto risulta all'anagrafe del Comune di Prato nell'arco del 2012 la popolazione pratese è cresciuta di 2413 persone, pari all'1,28% in più. Per quanto riguarda le imprese, come ha sottolineato il presidente Giusti dal 2005 al 2011 quelle a conduzione italiana sono in calo dell'1,3%, mentre quelle a conduzione straniera sono il 12,5% in più. Un tasso di crescita che è doppio rispetto ad altre città del Centro Italia, tra cui Firenze, e che è indice della velocità del cambiamento. Appunto per questo il censimento per espletare la sua funzione di lettura e specchio del territorio dovrà diventare permanente, come ha affermato Bianca Maria Martelli, dirigente dell'Ufficio Istat della Toscana e dell'Umbria, perchè a ritmo di 10 anni ogni intervento diventa obsoleto: «Abbiamo appena voltato pagina e già ne apriamo un'altra lavorando sull'aggiornamento dei dati delle anagrafi e sul censimento permanente a partire dal 2016». In tutto questo non solo l'Istat collaborerà a stretto contatto con il Comune di Prato, ma ancje il Polo Universitario Città di Prato: «La sede del convegno è significativa e non solo formale - rileva il presidente del Pin Maurizio Fioravanti - E' di fondamentale importanza confrontarci su numeri reali e sicuri e il Pin non farà mancare il proprio apporto al Comune per elaborare strategie ed interventi».  

La popolazione legale di Prato calcolata sulla base dei risultati del XV censimento della popolazione 2011 è di 185.456 individui, mentre i residenti iscritti nella Lista Anagrafica Comunale alla data del censimento erano 188.840 per una  differenza  3.384 (1,79 % della popolazione residente).  Da questo  dato ufficiale al 9 di ottobre 2011 ripartirà il conteggio della popolazione residente a Prato.  Dalla fine delle operazioni di Censimento e fino al 31 dicembre 2013, l’ufficio di anagrafe sarà impegnato a verificare e a sanare le posizioni discordanti tra il censimento e l’anagrafe  in particolare di coloro che sono iscritti in anagrafe ma non censiti e viceversa, cioè chi è censito ma non iscritto all’anagrafe della popolazione. Complessivamente a Prato dovranno essere accertate  quasi 15.000  posizioni individuali.

Le elaborazioni e le analisi si basano sui risultati provvisori del Censimento, la differenza fra la popolazione legale e il dato provvisorio è dovuta in  modo principale  al fatto che i dati provvisori trattano solo la popolazione residente in famiglia, e inoltre l’Istat ha compiuto delle operazioni di revisione e risoluzione delle anomalie dovute in particolare a chi è stato censito in due comuni diversi.

La popolazione totale del Comune di Prato secondo i dati provvisori del censimento 2011 è pari a 185.946, 13.447 unità in più rispetto al censimento del 2001 e 20.239 unità in più rispetto al censimento del 1991.

La popolazione straniera è pari a 28.586, con un incremento di 20.124 unità rispetto al censimento del 2001 e di 27.273 unità rispetto ai dati del  censimento del 1991, come mostra sinteticamente il grafico seguente. La popolazione straniera nel 2011 costituisce pertanto il 15,37% della popolazione totale.

Molto interessante appare l’analisi riguardante la popolazione temporaneamente presente che non rientra nel calcolo della popolazione legale, ma che insiste sul nostro territorio ed è  iscritta nella anagrafe di altri comuni italiani o all’estero.

Sono  8.333  cittadini che sono stati  censiti, ma che non sono iscritti all’anagrafe cittadina.

Questo risulta un  elemento  nuovo per  Prato, infatti  nei censimenti precedenti  non era mai stata rilevata  una quantità così ingente di popolazione.  Il fenomeno è ampiamente legato alla massiccia presenza delle comunità straniere, soprattutto di origine asiatica,  che  rappresenta il 75,26% della popolazione in questa condizione e il 4,29% dell’intera popolazione presente.

Nell’anno precedente al censimento, la mobilità residenziale ha coinvolto 12.897 pari al 7,03% della popolazione, di cui quasi la metà ha interessato cittadini di origine straniera (6.053 individui). Inoltre la maggior parte degli spostamenti, 8.203 corrispondente al 4,47%, è avvenuta all’interno del territorio comunale.  

Se si esaminano le caratteristiche della mobilità residenziale negli ultimi 5 anni precedenti il censimento, si ricava che il 14,82% dell’intera popolazione pratese ha cambiato la propria residenza all’interno del comune e che 5.737 residenti extracomunitari (pari al 32,26% del totale degli extracomunitari) hanno dichiarato di essere giunti a Prato nell’arco degli ultimi 5 anni (18,28% provenienti dall’estero  e 13,99% da altri comuni italiani).

Il numero dei nuclei familiari è 72.841, cioè 9.025 famiglie in più rispetto al 2001 e 17.743  famiglie in più rispetto al 1991. Sono in crescita i nuclei familiari con un unico componente (da 12.470 del 2001 a 18.559, cioè dal 19,5% al 25,5% del totale delle famiglie). Il numero delle famiglie numerose (5 o più componenti) è diminuito rispetto al 1991 sia in termini assoluti che relativi (da 8.901 del 2011 a 5.054, cioè dal 16,2% al 6,9% del totale delle famiglie), mentre è cresciuto in termini assoluti rispetto al 2001, con 5.054 nuclei familiari contro i 4.784, ed è diminuito in termini relativi, passando dal 7,5% del 2001 fino al 6,9% del 2011.

Il numero medio dei componenti per famiglia è sceso a 2,5 (era 2,7 nel 2001 e 3 nel 1991). Secondo i dati provvisori ISTAT sul censimento 2011, il numero medio di componenti per famiglia in Italia è 2,4 (è 2,4 anche il numero medio di componenti per famiglia per la sola Italia Centrale).

La struttura per età della popolazione pratese è molto cambiata rispetto a quella del censimento 2001, come mostra la figura sottostante.

La classe di età modale (classe più numerosa) è passata da quella tra i 35 e i 39 anni a quella tra i 40 e i 44 anni, come mostra il grafico seguente, che mette a confronto i dati del censimento 2001 con quelli provvisori del censimento 2011.

In sintesi i quattro indici dicono che:

-         la popolazione è meno vecchia rispetto al 2001, ovvero l’aumento delle fasce di età giovanissime ha contrastato l’aumento di alcune fasce di età più anziane. Di pari passo sono anche diminuite in termini di numerosità alcune fasce di età anziane.

-         i lavoratori che stanno uscendo dal ciclo produttivo sono sempre di più di quelli stanno entrando.

-         i lavoratori più anziani a Prato sono sempre più numerosi rispetto ai lavoratori più giovani.

-         aumentano progressivamente le persone non più in età lavorativa rispetto a quelle in età lavorativa.

-         rispetto alla altre province della Toscana, Prato è la più giovane, con il più basso indice di vecchiaia, il più basso indice di dipendenza degli anziani e il più alto indice di dipendenza dei giovani (dati definitivi Censimento 2011, Istat Toscana).

 

L’ età media della popolazione è a Prato pari a 43,13 anni (41,58 anni per i maschi e 44,58 per le femmine). Questo dato è in linea con la tendenza nazionale, l’età media nazionale al 2011 è infatti, secondo i dati Istat, 43 anni.

L’età media a Prato è invece più bassa dell’età media toscana che, sempre secondo i dati Istat è, per il 2011, 45,1 anni. Anche in questo caso la differenza tra il dato pratese e il dato toscano è da attribuirsi alla forte presenza straniera, che contribuisce a rendere più giovane la popolazione.

Si vive di più: si  assiste infatti ad un incremento della popolazione nelle fasce di età più anziane soprattutto gli ultra ottantacinquenni che passano da 3.948 nel censimento del 2001 a 5.567,  pari a un incremento percentuale  del + 41,01%;  se poi confrontiamo i risultati  con il censimento del 1991  l’incremento  percentuale  nel ventennio è del  +147,20% (da 2.252 del censimento 1991,  a 5.567 del censimento 2011).

 

La distribuzione della popolazione sopra i 18 anni per stato civile mostra come sia aumentata la popolazione celibe/nubile fra i due censimenti (dal 25,14% del 2001 al 27,20% del 2011), ed anche i separati, sia quelli legalmente che quelli di fatto, contrariamente alla popolazione coniugata che è diminuita, passando dal 61,48% del 2001 al 57,46% del 2011. Sostanzialmente stabile la popolazione dei vedovi e delle vedove (9,12% del 2001 contro 8,96% del 2011) . 

Per quanto riguarda la condizione professionale, gli occupati (con riferimento alla popolazione con 15 anni e più) sono 80.824 (il 51,1% della popolazione con 15 anni e più), mentre le persone in cerca di occupazione sono in tutto 9.112 (il 5,74% della popolazione di riferimento), di cui 2.006 in cerca di prima occupazione (1,26% della popolazione di riferimento) e 7.106 disoccupati (il 4,48% della popolazione con 15 anni e più).

Il tasso di disoccupazione (persone in cerca di occupazione/forze lavoro, riferito alla popolazione con 15 anni e più) è quindi, al 2011, pari al 10,13%. Secondo i dati ISTAT il tasso di disoccupazione a livello nazionale nello stesso periodo di riferimento (ottobre 2011) era pari all’8,9% (l’1,23% in meno rispetto al dato pratese). Il tasso di disoccupazione a Prato al 2011 è più alto per i cittadini stranieri, cioè 12,85% e più basso per i cittadini italiani, cioè 9,54%. L’ultima rilevazione ISTAT (agosto 2012) rileva invece un tasso di disoccupazione nazionale del 10,7%. Il tasso di disoccupazione femminile è a Prato pari al 12,20% e sale fino al 14,68% per le donne straniere (11,64% per le sole italiane), quello maschile è pari a 8,42%, 7,83 per i soli italiani e 11,26% per i soli stranieri.

Gli studenti sono 9.833 (il 6,20% della popolazione totale), le casalinghe 13.630 (l’8,60% della popolazione totale, i percettori di pensione o di redditi da capitale sono 38.313 (pari al 34,17% della popolazione).

Per quanto riguarda l’ istruzione, le persone con sei o più anni che non sono capaci di leggere e scrivere sono a Prato 2.637, cioè l’1,52% delle popolazione con sei anni o più. A livello nazionale, secondo i dati ISTAT del censimento 2001 le persone con sei o più anni che non erano capaci di leggere e scrivere erano l’1,45% . Il numero delle persone con sei o più anni che non sono capaci di leggere e scrivere a Prato al 2011 è quindi più alto di quello rilevato a livello nazionale nel 2001.

Le persone che, pur non possedendo alcun titolo di studio, sono capaci di leggere e scrivere sono il 7,38% della popolazione. Sommando queste due categorie, le persone che non possiedono un titolo di studio sono l’8,90% della popolazione con sei anni o più. Questo dato è da attribuirsi soprattutto alla presenza straniera sul territorio, infatti tra i soli cittadini stranieri le persone con più di sei anni che non sono capaci di leggere e scrivere sono il 4,67% contro lo 0,99% degli italiani e coloro che sanno leggere e scrivere pur non avendo alcun titolo di studio sono l’11,34% contro il 6,72% degli italiani.

Secondo i dati del censimento 2001, persone con sei o più anni incapaci di leggere e scrivere erano appena lo 0,90% della popolazione. Le persone con sei anni o più capaci di leggere e scrivere ma senza titolo di studio erano invece l’8,68% della popolazione.

Il titolo di studio modale (che registra quindi la frequenza più alta) è la licenza media, che è il titolo di studio del 31,05% della popolazione totale, del 29,25% degli italiani e del 42,43% degli stranieri. Secondo i dati del censimento 2011, il 30,39% della popolazione aveva come titolo di studio la licenza media, anche in quel caso titolo di studio modale.

I laureati vecchio ordinamento o laurea specialistica (4 o 5 anni di istruzione universitaria) costituiscono il 6,07% della popolazione con sei o più anni (il 6,57% degli italiani e il 3,04% degli stranieri). Secondo i dati ISTAT del censimento 2001 a livello nazionale i laureati (vecchio ordinamento) erano il 6,46%, quindi la percentuale di laureati (vecchio ordinamento o laurea specialistica/magistrale) sulla popolazione di sei anni o più a Prato nel 2011 è inferiore a quella di dieci anni prima a livello nazionale.

cb

202/13

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