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Comune di Prato

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27/01/2015 14:28
sindaco Biffoni Legalitą Stamani la firma del Protocollo d'intesa tra categorie economiche ed Ordini professionali

Patto per il lavoro sicuro, istituzioni, categorie economiche e professionali uniscono le forze contro l'illegalitą

Il sindaco Biffoni: «L'unico sistema Prato che conosciamo č quello dell'impegno e del lavoro secondo le regole». Incassati dalle sanzioni oltre 320mila euro

E' stato firmato stamani nel Salone consiliare del Comune il Protocollo d'intesa per il Lavoro sicuro tra gli Ordini e i Collegi professionali e le Associazioni di categoria di Prato. Per la prima volta viene stretta un'intesa tra tutte le forze economiche della città con la regia delle istituzioni - Regione Toscana e Comune di Prato - per dire no all'illegalità e alla concorrenza sleale e sì alla sicurezza sul lavoro e ad un sistema Prato che significa da secoli professionalità, rispetto delle regole, creatività e impegno: «L'unico sistema Prato che conosciamo è quello riunito qui stamani, fatto di persone che si impegnano e lavorano nella cornice della legge - ha detto il sindaco Biffoni - Questa città non ha chiuso gli occhi di fronte a tragedie come quella del Teresa Moda e non si girerà dall'altra parte per far finta di niente. Faremo fronte comune contro chi vuole agire al di fuori delle regole». Oltre a tutti i rappresentanti delle Associazioni e degli Ordini e al sindaco Matteo Biffoni erano presenti il Coordinatore regionale del Piano per il Lavoro sicuro Renzo Berti, il vicesindaco ed assessore alle Politiche di cittadinanza Simone Faggi e la presidente del Palazzo delle Professioni Marzia De Marzi. Con l'occasione sono stati presentati anche i dati relativi alle attività di controllo dal 1° settembre al 31 dicembre del nucleo regionale contro l'illegalità nei luoghi produttivi coordinato da Renzo Berti: in quest'arco temporale sono state controllate 1.096 imprese, a fronte delle 1.056 preventivate nel programma di ispezioni (entro il 2016 si arriverà a 7.700), di cui 427 a Prato. Di queste ultime solo il 20% è risultato in regola (85) e l'80% no (335), mentre nelle aree di Empoli e Firenze la percentuale di regolari registrata è maggiore: «Abbiamo rispettato la tabella di marcia che ci eravamo prefissi, ma certo questi numeri non ci soddisfano, perchè confermano che due terzi delle aziende controllate a Prato non erano in regola con le normative di sicurezza sul lavoro - ha detto Berti - Confermiamo per questo il nostro impegno per il 2016, con l'obiettivo di arrivare ad affermare la cultura della legalità e del rispetto delle regole per il bene dell'intera comunità, al di là dei controlli e delle sanzioni». Proprio a questo proposito risultano già incassati dalle multe elevate a Prato 79.800 euro nel primo semestre 2014, mentre nel secondo la cifra è lievitata a 320.188 euro. L'obiettivo della firma del Protocollo stamani è partecipare al Piano di emersione della legalità, mettendo a disposizione le competenze e la professionalità di Associazioni e Ordini nell'ottica della maggiore diffusione della cultura della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro. A firmare c'erano i rappresentanti di architetti, ingegneri, geometri, periti, commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro, farmacisti, medici,  Pin, Cna, Confesercenti, Confartigianato, Casartigiani e Unione industriale pratese. Le imprese che intendono aderire al Patto per il lavoro sicuro dovranno sottoscrivere il modulo predisposto rivolgendosi all'associazione di categoria o al professionista. L'impegno sottoscritto è ad operare in trasparenza, ad individuare un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e ad ogni iniziativa necessaria per assicurare la regolarità dell'attività. “Il patto altro non è che un sistema al quale le imprese aderiscono per iniziare un percorso virtuoso che ha come traguardo quello di mettersi in regola – ha spiegato Marzia De Marzi, presidente del Palazzo delle professioni – crediamo nella prevenzione e nelle azioni che congiuntamente possiamo mettere in campo per raggiungere l'obiettivo. Crediamo che l'azione preventiva debba mirare a due aspetti: il mantenimento delle imprese sul territorio e la coesione sociale”. Professionisti ed associazioni si impegnano a supportare le imprese da loro patrocinate per eventuali adeguamenti, fornendo assistenza qualificata per il progredire dei percorsi.

In questi mesi a Prato hanno già aderito 88 imprese, altre 8 tra Firenze, Pistoia e Empoli. Centosettantaquattro erano le aziende che avevano firmato la pre-adesione.

 

cb

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