Llamadas / Le Chiamate di Omar Morales
Sarà inaugurata sabato 7 febbraio alle 17 alla Biblioteca Lazzerini la mostra fotografica Proyecto Llamadas / Le Chiamate di Omar Morales.
Con le sue 30 fotografie analogiche , la mostra vuole essere un racconto per immagini del Carnevale uruguaiano , una delle feste più iconiche e significative del Paese sudamericano che dura più di 40 giorni, da fine gennaio a marzo, considerato il carnevale più lungo al mondo . È una manifestazione rappresentativa della cultura afro-discendente di Montevideo, celebre per il suo mix unico di influenze europee e africane che si sviluppa in un tripudio di tamburi, musica e allegria.
Il tema che dà il titolo alla mostra deriva dalla “ chiamata ” fatta dagli schiavi afro-uruguaiani, quando volevano riunirsi per le strade suonando i tamburi. Oggi è una tradizionale sfilata di carnevale e una competizione che si svolge a Montevideo, in cui si sfidano le Comparsas , gruppi carnevaleschi che scendono in strada per esibirsi con la propria musica e i propri balli.
Il fotografo uruguaiano Omar Morales offre quindi al visitatore
una panoramica della sfilata vibrante delle
Comparse durante le famosissime
Llamadas, cortei che si muovono al ritmo travolgente dei
tamburi africani, proponendo una carrellata dei personaggi
simbolici che compongono le parate, vere e proprie e rievocazioni
storiche: la
Mama Vieja, che rappresenta le donne anziane schiave,
El Gramillero , ovvero lo stregone o guaritore, il membro
più anziano che danza ancora nonostante gli anni e cura la
gente con erbe e piante,
El Escobero , l'uomo della scopa che spazza via le onde
negative e le erbacce dalla strada con la sua scopa per allontanare
gli spiriti maligni, la
Vedette, l’artista femminile principale,
El Bailarín (il Ballerino), fino ad arrivare al
cuore pulsante della parata, los Tamborileros, i percussionisti.
La mostra sarà visitabile fino al 5 marzo lungo la
galleria espositiva della Lazzerini, durante gli orari di apertura
al pubblico.
Omar Morales è nato in Uruguay nel 1964. Si è trasferito in Italia per frequentare l'università e lasciarsi alle spalle la dittatura uruguaiana. Arrivato in Italia nel 1983, è diventato ingegnere.
Nel 1987 ha scattato le sue prime foto con una reflex usata. Oggi realizza, sviluppa, e stampa foto in bianco e nero su pellicola 135 (35 mm) e 120.
Informazioni:
Biblioteca comunale Lazzerini
Tel. 0574 1837800
www.bibliotecalazzerini.prato.it facebook.com/BibliotecaLazzeriniPrato
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