Piscina di Iolo, gli uffici tecnici del Comune di Prato: "Una ricostruzione basata sui soli documenti reperiti on line non restituisce la complessità della vicenda"
In relazione alle ultime notizie diffuse sulla vicenda del progetto della piscina di Iolo, gli uffici del Comune di Prato ritengono necessario fornire alcune precisazioni, affinché il dibattito pubblico sia ricondotto ai fatti e agli atti effettivamente disponibili.
La revoca del finanziamento PNRR rappresenta certamente un fatto
rilevante che non viene minimizzato. La perdita del finanziamento,
tuttavia, non significa che l’opera non si possa realizzare
(anzi, gli uffici stanno continuando a lavorare proprio con questo
obiettivo) né consente di qualificare come "spreco di denaro
pubblico" tutte le risorse impiegate nel corso di un procedimento
complesso, sviluppatosi nell’arco di più anni e con il
coinvolgimento di numerosi soggetti. Il progetto esecutivo è
stato consegnato dall’appaltatore e costituisce oggi un
patrimonio tecnico dell’Ente sul quale proseguono le
necessarie attività tecniche e amministrative. È
inoltre importante ricordare che l’intervento era un appalto
integrato: la progettazione definitiva ed esecutiva costituiva
quindi un’obbligazione dell’operatore economico
aggiudicatario, attraverso il gruppo di progettazione indicato in
sede di gara. Nel corso dell’esecuzione sono emerse
criticità progettuali e ritardi, ai quali gli uffici hanno
risposto con formali richieste di integrazione e con l'applicazione
delle penali previste dal contratto.
IL PROGETTO
La rappresentazione secondo cui sarebbero stati ignorati rilievi o presunti "veti" non corrisponde alla ricostruzione complessiva del procedimento. Le verifiche progettuali hanno evidenziato non conformità che hanno inizialmente impedito la validazione degli elaborati rendendo necessari ulteriori passaggi e una significativa riformulazione del progetto che hanno consentito la validazione da parte degli organi competenti. Allo stesso modo, i rilievi emersi in sede di conferenze di servizi non possono essere qualificati come impedimenti alla realizzazione dell’opera. Nel corso della progettazione sono state affrontate le diverse criticità tecniche, igienico-sanitarie e ambientali, attraverso approfondimenti e interlocuzioni con gli Enti competenti che hanno consentito di trovare le soluzioni tecniche idonee. Non risulta, in ogni caso, alcun atto che abbia dichiarato l’impossibilità tecnica di realizzare la piscina. Anche il progressivo ridursi del tempo disponibile per rispettare le scadenze PNRR deve essere letto nel suo corretto contesto. La riduzione dei giorni residui non è stata la causa dei ritardi, ma la conseguenza del tempo progressivamente accumulatosi nelle precedenti fasi dell’appalto, in particolare nella produzione e nel completamento della progettazione posta contrattualmente a carico dell’aggiudicatario. In tale situazione, gli uffici dell’Ente hanno continuato a perseguire l’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera e alla conservazione del finanziamento, utilizzando gli strumenti contrattuali e amministrativi disponibili, finché tale obiettivo è risultato concretamente perseguibile sulla base degli elementi allora disponibili. Valutare oggi quelle decisioni esclusivamente alla luce dell’esito finale significa introdurre una lettura retrospettiva che non tiene conto delle condizioni e delle alternative concretamente esistenti nei diversi momenti del procedimento.
IL COLLEGIO CONSULTIVO TECNICO
La costituzione del Collegio risponde ad un obbligo di legge ed è stata ed è tuttora funzionale alla gestione di una situazione contrattuale particolarmente complessa. Il Collegio è stato coinvolto nel percorso finalizzato alla prosecuzione dell’intervento e all’acquisizione del progetto esecutivo, che è stato poi effettivamente consegnato, e potrà essere coinvolto anche nelle fasi successive. Gli uffici si sono puntualmente adeguati alle indicazioni del Collegio, in ottemperanza a quanto prescritto dalla normativa anche in materia di responsabilità per danno erariale.
IL MUTUO
Quanto al mutuo contratto dall’Ente, anche in questo caso
occorre distinguere la vicenda del finanziamento comunale da quella
del finanziamento PNRR.
La revoca del finanziamento PNRR non comporta la perdita
del restante finanziamento, che, all'attualità, è
stato mantenuto proprio in virtù del fatto che gli uffici
stanno proseguendo nell'iter di realizzazione dell'opera.
È pertanto inesatto affermare che dopo aprile 2025 non siano
state svolte ulteriori attività sulla vicenda. Sono
proseguite le verifiche, le interlocuzioni con appaltatore e
progettisti, le contestazioni sulle carenze progettuali, le
richieste di integrazione, le attività relative alla
sostituzione del gruppo di progettazione, il confronto con il
Collegio Consultivo Tecnico e le interlocuzioni con gli organismi
competenti sul finanziamento, fino all’acquisizione del
progetto esecutivo.
È proprio questo uno degli elementi che evidenzia il
limite della ricostruzione resa pubblica. Il consigliere Targetti,
infatti, non ha presentato agli uffici dell’Ente
un’istanza di accesso agli atti finalizzata
all’acquisizione dell’intero fascicolo amministrativo
relativo all’intervento: la sua ricostruzione è stata
elaborata sulla base di una selezione di documenti reperiti
attraverso le pubblicazioni online. Si tratta, naturalmente, di
documenti pubblici e autentici, ma la disponibilità di
alcuni documenti sul sito istituzionale non equivale alla
conoscenza dell’intero procedimento. Nel caso specifico,
dalla ricostruzione resa pubblica risultano sostanzialmente assenti
elementi relativi alle contestazioni rivolte all’appaltatore,
alle non conformità progettuali rilevate, alle penali
applicate, alle difficoltà incontrate dal gruppo di
progettazione indicato dall’aggiudicatario, alla sua
successiva sostituzione, alle attività dei verificatori,
alle interlocuzioni con il Collegio Consultivo Tecnico e alle
attività svolte successivamente. L’assenza di un
accesso agli atti assume quindi particolare rilievo proprio
perché impedisce di confrontare la ricostruzione pubblica
con l’intero fascicolo amministrativo.
I CONTROLLI
La revoca del finanziamento PNRR non lascia la vicenda priva di controlli in attesa di un eventuale esposto. Gli atti relativi ai finanziamenti PNRR sono infatti inseriti nella specifica filiera di monitoraggio, controllo e rendicontazione prevista dalla disciplina del Piano. I controlli sulla vicenda sono pertanto già previsti e si inseriscono nella filiera dei controlli propria dei finanziamenti PNRR di competenza della Corte dei Conti. Gli uffici comunali stanno inoltre svolgendo le attività di propria competenza per ricostruire compiutamente il procedimento, valutare le rispettive posizioni contrattuali e tutelare gli interessi economici e patrimoniali dell'Ente.
IL FUTURO DELL'OPERA
La revoca del finanziamento PNRR non conclude il procedimento relativo all’opera. Gli uffici, in particolare, stanno affrontando due questioni distinte: da un lato, il futuro dell’opera e le modalità attraverso le quali perseguirne la realizzazione; dall’altro, la valutazione delle posizioni contrattuali maturate nel corso dell’appalto e delle iniziative necessarie alla tutela degli interessi economici e patrimoniali dell’Ente. Su questo secondo fronte gli uffici hanno già avviato le proprie valutazioni e intendono tutelare integralmente le ragioni del Comune di Prato. Gli uffici continueranno a lavorare sul piano di propria competenza: completare il percorso tecnico-amministrativo dell’intervento, preservare quanto acquisito, valutare le rispettive posizioni contrattuali e tutelare fino in fondo gli interessi patrimoniali dell’Ente.
ls
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